Legge 40, polemiche contro 'W l'Italia diretta'

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Fonte: Adnkronos

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Televisione
  mercoledì, 08 agosto 2007
 00:00
Riccardo Iacona, conduttore di A due anni dal mancato quorum al referendum sulla procreazione medicalmente assistita, Raitre ha voluto compiere un viaggio su chi la legge 40 l'ha vissuta e la vive sulla propria pelle. La trasmissione in questione, 'W l'Italia diretta', andata in onda ieri sera, ha scatenato però un vespaio di polemiche, a partire dal consigliere d'amministrazione Rai, Angelo Maria Petroni, che l'ha definita "una pessima pagina di tv pubblica''.

''Non volevamo fare una trasmissione 'ideologica' e non l'abbiamo fatto - ha spiegato il conduttore Riccardo Iacona, replicando a Petroni - Abbiamo raccontato delle storie. Storie di coppie 'punite' dalla legge 40, i loro viaggi della speranza all'estero e le fatiche, cui si deve sottoporre una coppia non fertile che vuole un bambino".

"Avremmo dovuto non parlare delle migliaia di persone con problemi genetici e non domandarci perché gli italiani fanno sempre meno figli e quanto pesano la precarietà e le condizioni sociali in questa scelta? La nostra di scelta - afferma Iacona - è stata precisa: trattare una materia così sensibile con altrettanta sensibilità. Adesso - ha concluso il conduttore - questo tema va riconsegnato alla politica, auspicando che venga trattato in modo non 'politicistico': è una materia che può e dovrebbe essere risolta in maniera 'bipartisan' perché ha a che fare con la vita delle persone".

Petroni da parte sua accusa 'W l'Italia diretta' di aver ''violato ogni regola del servizio pubblico radiotelevisivo. Una trasmissione - sottolinea - senza alcun contraddittorio, con un conduttore del tutto schierato politicamente e tematicamente, concepita come uno strumento di propaganda a favore di una parte politica''.

"Una trasmissione - aggiunge il consigliere d'amministrazione Rai - che ha sistematicamente e ferocemente attaccato gli assenti, dai politici cattolici di entrambi gli schieramenti al Vaticano'' e ''che ha utilizzato in modo del tutto scorretto il dolore dei malati''.

"Il fatto che una simile trasmissione sia potuta andare in onda - ha proseguito Petroni - e per di più in prima serata, è la dimostrazione e insieme la conferma inequivocabile di come oggi in Rai vi sia una serissima questione di mancanza di rispetto delle regole in tema di pluralismo''.

A fare eco al consigliere anche Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia. "La sinistra utilizza il servizio radiotelevisivo pubblico per finalità politiche di parte - attacca l'esponente azzurra - La trasmissione sulla legge 40, in onda ieri su Raitre, costituisce un attacco fazioso e ideologico contro una legge approvata dal Parlamento e ratificata dagli italiani, che hanno bocciato pesantemente il referendum abrogativo voluto dalla sinistra".

Mentre Mario Baccini, dell'Udc, vicepresidente del Senato, lamenta che "con la puntata di 'W l'Italia diretta' di ieri è stato offerto un doppio disservizio: c'è stato un dibattito senza contraddittorio e c'è stata una pessima informazione sulla legge 40/2004 e sulla procreazione assistita".

Ma la maggioranza difende la scelta di Raitre e risponde a Petroni. "Non ha tempo per partecipare alla riunione del cda Rai, ma ne trova tantissimo per emanare una sorta di editto censorio contro l'informazione Rai" sottolinea Roberto Cuillo, responsabile informazione dei Ds.

E Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21, rileva una coincidenza. "Sarà stata una casualità - dice - ma nel giorno e nell'ora in cui il consigliere Petroni avrebbe dovuto lasciare il consiglio di amministrazione della Rai ha deciso di sferrare un duro attacco politico nei confronti di Raitre e dell'unica trasmissione giornalistica 'W L'Italia diretta" che va in onda in prima serata e continua coraggiosamente a occuparsi di delicate tematiche civili e sociali".

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