Tv a pagamento: il segnale prima di tutto

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Televisione
  domenica, 02 settembre 2007
 00:00

Le modalità di fruizione della tv a pagamento non risparmiano grattacapi agli utenti i quali devono fare i conti con condizioni contrattuali talvolta sfavorevoli e qualche comportamento scorretto degli operatori.

La ricezione

Una delle lamentele più frequenti, nell'ambito del digitale terrestre, riguarda la ricezione del segnale. Gli utenti si lamentano che anche all'interno di una stessa città o paese non tutte le abitazioni hanno la stessa copertura.

In effetti, come si può leggere nelle condizioni generali di Mediaset e La7, il cliente è invitato a verificare preventivamente il segnale e l'adeguatezza dell'antenna installata. La prima operazione può essere effettuata tramite l'apposita sezione delsito Internet dell'Associazione Dgtvi (www.dgtvi.it), inserendo il nome del comune di residenza. La seconda richiede l'intervento di un tecnico.

Una soluzione più empirica ed efficace è però quella di farsi prestare un decoder da un conoscente e verificare sul campo, a casa propria, se e quali segnali si ricevono prima di acquistare un decoder o un televisore con ricevitore incorporato. Tenendo presente, però, che in base a quanto segnalato da diversi utenti sui blog presenti in Internet, il segnale può mancare saltuariamente in zone di norma coperte.

Decoder o tv con decoder?

La scelta tra decoder e televisore con televisore integrato è condizionata, oltre che dall'importo della spesa cui far fronte (molti ricevitori rientrano nella fascia 50-100 euro), dalla volontà di guardare solo i programmi gratuiti o anche quelli a pagamento, dato che i ricevitori integrati nei televisori nella maggior parte dei casi non sono interattivi.

Se non si ha intenzione di acquistare un nuovo televisore, la soluzione più semplice è quella di acquistare un decoder, mentre se già si deve cambiare la tv, è meglio orientarsi sugli apparecchi con ricevitore integrato, dato che la differenza di prezzo è minima rispetto a quelli standard.

Il credito residuo

Per usufruire dei programmi a pagamento è necessario acquistare e utilizzare una scheda prepagata ricaricabile (dalla quale si scala il credito corrispondente al singolo programma o all'offerta di programmi prescelti).

Con la legge Bersani (40/07) che ha eliminato i costi di ricarica, non è più consentito prevedere un limite temporale all'utilizzo del credito e l'eventuale "residuo" deve essere restituito al cliente a fronte di recesso.

Ebbene, la restituzione del credito è un tasto dolente, dato che ancora nei giorni scorsi nel Regolamento di fornitura di Mediaset Premium disponibile sul sito Internet si leggeva che il mancato utilizzo del credito entro il termine di scadenza della tessera non dà luogo ad alcun rimborso in favore dell'utente.

Sul sito di La7 si legge invece che «Cartapiù nel periodo di validità non scade e il credito non consumato non si esaurisce» ma anche che «non prevediamo alcun rimborso per il credito residuo da voi non utilizzato».

Messaggi poco chiarì

Chi vuole guardare i programmi satellitari a pagamento deve per forza di cose fare i conti con Sky, l'unico operatore attivo in questo settore.

Un rapporto, quello tra l'azienda e i clienti, spesso conflittuale, tanto che l'associazione di consumatori Adiconsum ha aperto uno "sportello" dedicato, al quale negli ultimi cinque mesi sono giunte più di 220 segnalazioni

Buona parte delle lamentele nasce da messaggi pubblicitari-promozionali poco chiari che creano nei clienti aspettative poi non confermate dai fatti.

Da qui lamentele per costi superiori a quelli previsti, vincoli inaspettati in caso di recesso, difficoltà per modificare l'abbonamento. Prima di sottoscrivere il contratto, quindi, è opportuno leggerlo attentamente.

Prescindendo da eventuali limitazioni previste da particolari offerte promozionali, nelle condizioni generali si constata per esempio che in caso di recesso anticipato da parte del cliente prima della scadenza di ciascuna annualità, è previsto un rimborso a fronte di «costi dell'operatore» di 30 e 60 euro per smart card e decoder mentre per il servizio alta definizione l'importo arriva a 180 euro e per il multivision a 225 euro.

Inoltre se si è usufruito di una riduzione od offerta gratuita sugli importi del canone di abbonamento o di attivazione e si recede prima di dodici mesi, Sky può richiedere un importo pari allo sconto concesso in precedenza.

Matteo Prioschi
per "Il Sole 24 ore"
(27/8/07)

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