Ci risiamo: le reti non rispettano gli orari

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Fonte: Il Giornale

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Televisione
  martedì, 09 ottobre 2007
 00:00

Era proprio un anno fa, giusto di questi tempi, che si scatenò una gran corsa - a prima vista virtuosamente volenterosa - verso la soluzione del problema dell'orario di inizio dei programmi televisivi di prima serata.

Cominciavano sempre più tardi rispetto a quanto era previsto, soprattutto sulle reti ammiraglie Rai e Mediaset che anche in questo modo combattono la loro battaglia alla caccia dell'ultimo spettatore disponibile. La situazione sembrava talmente intollerabile (e in effetti lo era) che gli stessi addetti ai lavori riconobbero che così non si poteva andare più avanti, e ci voleva una sorta di accordo tra gentiluomini, un patto di non belligeranza, affinché la prima serata non iniziasse oltre le 21, massimo 21,10.

Anche perché, altrimenti, tutto il palinsesto successivo era condannato a slittare in avanti compromettendo il suo regolare svolgimento, la pazienza dei telespettatori e in parte anche il lavoro di chi aveva la ventura di condurre e preparare i programmi di seconda e terza serata, che slittando sempre più avanti nel tempo, risultavano inevitabilmente penalizzati sul fronte degli ascolti.

Con l'inizio dell'anno nuovo - dissero con fiduciosa enfasi i responsabili dei palinsesti delle nostre principali reti televisive - il brutto andazzo sarebbe stato corretto ponendo fine a un' anomalia esclusivamente italiana (si può discutere all'infinito se la nostra televisione sia migliore o peggiore delle principali concorrenti europee, ma non si può purtroppo negare che sia l'unica a non rispettare gli orari programmati).

Tra la fine dell'anno scorso e l'inizio di quello nuovo, in effetti, qualche accenno al rispetto di questo impegno c'era stato, illudendoci che si potesse davvero sperare in un'inversione di tendenza. Ma siamo in Italia, che non è solo quel luogo dove il provvisorio diventa definitivo, ma anche quello dove le correzioni di rotta durano lo stretto necessario per far passare la buriana delle polemiche, dare la sensazione che sia stato dato ascolto a chi si lamentava e poi riprendere di buona lena le cattive abitudini come se niente fosse.

Il che si è puntualmente verificato anche in questo specifico settore, tanto che ora l'orario di inizio dei programmi di prima serata è ritornato il solito far west di sempre, con oscillazioni giornaliere notevoli, lungaggini e stiracchiamenti oltre la soglia di tolleranza, seconde serate che iniziano quando la fascia oraria è ormai più vicina alla terza, caos generalizzato e persistente.

Ne diamo di nuovo conto senza ovviamente più sperare in alcun tipo di soluzione. Anzi, scongiurando dirigenti e programmisti di non promettere di nuovo interventi, patti tra gentiluomini, prese di coscienza o altro. Meglio rassegnati che beffati.

Roberto Levi
per "Il Giornale"

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