Fusione Mediaset-Telecom, la Borsa ci crede

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Fonte: Libero Mercato

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Televisione
  mercoledì, 20 febbraio 2008
 00:00
Le nozze Telecom-Mediaset affascinano Piazza Affari con gli investitori che già s'immaginano attovagliati al ricco banchetto della possibile fusione e fanno man bassa di titoli del Biscione. Le azioni Mediaset ieri si sono infatti impennate chiudendo la seduta con un balzo del 2,03% a quota 6,025 euro.
 
A riscaldare le quotazioni sono appunto le voci sulla fusione con Telecom giudicata stimolante dal mercato che dipinge Mediaset come la società in grado di salvare il gruppo di tlc guidato dall'ad Franco Bernabè prima che cada nelle mani degli spagnoli di Telefonica e permettere a Silvio Berlusconi di diluirsi in Mediaset, risolvendo il conflitto di interessi. Poco importa agli scommettitori di Piazza Affari se ieri il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha preferito non commentare gli ultimi rumor di stampa. E se l'ad di Mediaset, Giuliano Adreani, ha liquidato le voci come una «bischerata». I trader preferiscono "ricamare" sui contenuti della chiacchierata avvenuta la settimana scorsa a Palazzo Grazioli tra il presidente di Mediobanca Cesare Geronzi e Berlusconi ipotizzando l'apertura del dossier da parte di Piazzetta Cuccia. Fonti finanzarie rilanciano sostenendo che ancora nessun dossier è stato aperto ma che l'operazione potrebbe avere logica industriale.
 
Mentre il titolo del Biscione festeggia, però, le Telecom hanno vissuto l'ennesima giornata di passione chiusa poi in calo dell'1,16% a 1,784 euro. Un livello di prezzo che non vedevano addirittura dal 13 ottobre 2002. E oltre un euro al di sotto della cifra che pagato da Telefonica per rilevare la sua quota. Nelle ultime quattro sedute il titolo ha lasciato sul terreno il 7,85% mentre da inizio anno la discesa è stata del 16,33% con una capitalizzazione di Borsa scesa a 32 miliardi di euro. Nonostante le rassicurazioni fornite lunedì da Bernabè, sullo stato di salute finanziario della compagnia, il mercato continua dunque a temere operazioni sul capitale.
 
Per conoscere i piani che i manager hanno elaborato per la compagnia, occorrerà attendere il 6 marzo quando i vertici della società esporranno il piano industriale alla comunità finanziaria. In mancanza di informazioni chiare sul fronte operativo, gli operatori già scontano alcune ipotesi.
A cominciare da una sforbiciata ai dividendi utile anche per dare mezzi freschi alla società che deve fare i conti con un debito di 36,6 miliardi, il più elevato fra le compagnie di tic europee, pari a 3,1 volte l'Ebitda, contro le 1,9 volte di Deutsche Telekom, le 2 volte di France Telecom e Telefonica, e le 1,4 volte di British Telecom. Con la cura dimagrante delle cedole Telecom potrebbe risparmiare qualche miliardo cui aggiungere altri denari da una possibile conversione delle risparmio in ordinarie. Bernabè ha cercato di rasserenare gli animi affermando che non c'è alcuna ipotesi di aumento di capitale allo studio.
 
Una nota di Euromobiliare sottolinea che «un eventuale aumento di capitale sarebbe giustificabile solo in caso di maxi acquisizioni o di visione sullo stato dei conti più preoccupata della nostra. Mentre è più verosimile un taglio di dividendi per finanziare incrementi di investimenti o acquisizioni di medie dimensioni».
 
Articolo tratto da
"Libero Mercato"

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