Si è tenuto il dispiacere per tutta l'estate, a chi lo chiamava per chiedergli notizie del contratto con la Rai rispondeva secco: "No, non ho notizie", ma questa mattina, nella sala degli Arazzi a Viale Mazzini, Pippo Baudo - che da lunedì tornerà su RaiTre con "Novecento" - si è tolto tutti i sassolini dalla scarpe. Una notevole quantità. "Diventare nonno è stata la cosa più bella di questa estate in un momento di mia personale infelicità che non intendo nascondere. Ho il difetto di dire tutto quello che penso, ma non voglio recitare la scena madre del figlio addolorato. Ho la mia dignità. Non mi sarei messo con la tenda sotto il cavallo simbolo della Rai, avrei accettato di andarmene senza scenate. Ma voglio dirlo: ho avuto la sensazione di essere stato fatto completamente fuori dalla Rai. Sì, pensavo di aver chiuso con la tv per sempre". Uno showdown appassionato "anche se sono un siciliano malinconico, e ho sofferto. Ma avendo 74 anni portati bene e un cervello che funziona mi sembrava profondamente ingiusto essere messo da parte. Sbattevo contro pareti kafkiane, non riuscivo a trovare un interlocutore. Mi ero quasi rassegnato: "Va bene, ho fatto 50 anni di tv", ma la gente per strada mi vuole, mi chiede quando torno in tv". "Pensavo - dice sorridendo - che avrei potuto fare un partito come Grillo".
Alla Rai, dov'è nato e cresciuto ("Voglio morire qui, io appartengo a questa azienda e lei appartiene a me") è ancora legatissimo. "Per questo ho sofferto, perché camminare per i corridoi, con tutte le porte chiuse, è stato terribile. Non mi dicevano niente. Portavo tante idee, un programma è stato bocciato all'ultimo momento, anche se questo non è un dato negativo. Ma non ci sono state altre proposte. Subii la stessa storia quando lasciai Mediaset: aspettavo che mi chiamassero. Mi ero chiuso nella mia casa in campagna, sperando che il telefono squillasse. Non auguro a nessuno di passare due o tre mesi aspettando una chiamata. Poi finalmente un giorno Biagio Agnes, l'allora direttore generale della Rai, mi chiamò: era stato al cimitero del suo paese, Serino, a portare fiori sulla tomba di famiglia e una signora lo aveva fermato: "Sei Agnes, il direttore della Rai? Devi richiamare Baudo sennò muori". Agnes allora mi chiese quanto volevo, gli feci vedere i precedenti con Mediaset e lo rassicurai: avrei accettato qualsiasi proposta".
Anche oggi, che ha firmato "moralmente" un contratto biennale che lo lega alla Rai (lo siglerà a giorni), non pensa ai soldi: "Prendo il 75% in meno rispetto ai compensi dei miei colleghi di cui non faccio i nomi ma dei quali si è parlato molto in questi giorni. Mai un artista è stato così deprezzato. Se vogliono lo sconto glielo faccio, non è una questione di soldi".
Silvia Fumarola
per "Repubblica.it"