La7 compie 20 anni e Cairo promette presto altre novità

La7 compie 20 anni e Cairo promette presto altre novità

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Fonte: Ansa

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Televisione
  mercoledì, 23 giugno 2021
 18:20

La7 compie 20 anni e Cairo promette presto altre novitàLa7 compie domani venti anni. Tanti ne sono passati da quel 24 giugno 2001 quando la rete prese il testimone da Telemontecarlo e Fabio Fazio e Luciana Littizzetto realizzarono nella serata inaugurale ascolti altissimi, anticipando un trend che avrebbe portato nella scuderia dell'emittente molti dei volti più importanti della televisione italiana.

Come Gad Lerner, Giuliano Ferrara, Piero Chiambretti e Daria Bignardi. Poi ancora Roberto Saviano, Serena Dandini, Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi, Maurizio Crozza, fino agli exploit di Michele Santoro, con la celebre puntata di Servizio Pubblico con Silvio Berlusconi ospite, e all'affermazione del tg guidato da Enrico Mentana.

Anni di successi ma anche di polemiche e di momenti di crisi economica, come ricorda in un'intervista all'ANSA il patron della rete, Urbano Cairo, arrivato alla guida il 30 aprile 2013.
«Ho preso il testimone al dodicesimo anno di vita ed era una staffetta che poteva finire male. La7 perdeva 100 milioni l'anno ed era tecnicamente fallita. Io ebbi in dote fondi per coprire undici mesi di perdite, 88 milioni, e mi misi subito al lavoro. La cosa di cui vado fiero è essere riuscito a risanare La7 senza licenziare nessuno e continuando a fare una tv di qualità sempre più seguita dal pubblico con un arricchimento continuo del palinsesto dei programmi. E questo grazie al fatto che abbiamo quasi azzerato gli sprechi, i costi improduttivi e abbiamo molto ridotto i costi generali. Oltre poi a fare le giuste scelte in termini di palinsesto».

Sul fronte del palinsesto cosa non andava?
«Alcune scelte non erano molto azzeccate o perlomeno non davano gli ascolti che ci si attendeva in relazione ai costi che si sostenevano . Noi abbiamo tenuto le colonne portanti, come Mentana con il suo tg e le maratone imperdibili e la Gruber con Otto e Mezzo luogo d'elezione del dibattito politico. Anche Formigli con Piazzapulita e le sue inchieste, Merlino e Panella in costante crescita e abbiamo successivamente inserito conduttori e giornalisti come Floris nel 2014 e Giletti nel 2017, che hanno realizzato risultati davvero eccellenti. Sono arrivati il gruppo di Propaganda Live, insieme ad Andrea Salerno, diventato direttore di rete anche qui con ottimi risultati. Abbiamo rilanciato Atlantide con Andrea Purgatori e la novità di Eden con Licia Colò».

Quale è stato il momento più bello di questi anni?
«La presentazione del palinsesto del 2013 fu un evento veramente stupendo. La mia prima volta, da lì tutto è partito».

Quali interventi sul palinsesto per la prossima stagione?
«Stiamo mettendo a punto alcuni aspetti del prossimo palinsesto. Resta la nostra programmazione ricca con tutti i protagonisti attuali, ma ci sono alcune trasmissioni a cui stiamo lavorando e potrebbero esserci novità interessanti. In estate, intanto, ci sarà In Onda con Concita De Gregorio e David Parenzo, poi a breve potremmo avere altre novità».

Massimo Giletti resterà?
«Giletti ha un contratto che scade il 31 luglio. C'è un rapporto molto buono tra noi e lui ha fatto davvero molto bene, di fatto inventando la serata della domenica su La7. La volontà è di averlo anche il prossimo anno, cercheremo di trovare un accordo».

Aprirete ad altri generi oltre all'informazione?
«Abbiamo la maggior parte dei programmi dedicati all'informazione, al servizio pubblico ma, ad esempio con Propaganda Live, c'è sicuramente una componente di intrattenimento molto divertente. C'è voglia di aprirsi in questa direzione e verificare possibili opportunità. Su La7d con lo sport , la pallavolo, stiamo ottenendo buoni risultati, aprire La7d allo sport può essere una strada».

Quali sono le prospettive a breve?
«La rete ha guadagnato ascolti in un periodo in cui le reti generaliste hanno perso quote, a causa della crescita degli over the top. Abbiamo un pubblico molto ampio, ogni giorno 11 mln di spettatori , che diventano 37 milioni in un mese. Siamo diventati veramente un punto di incontro e dibattito. È un ventennale di grandi soddisfazioni».

Pensa ancora che La7 meriterebbe una parte del canone?
«La7 è indiscutibile che faccia servizio pubblico. Ricordo che durante la pandemia non solo non abbiamo chiuso alcun un programma ma abbiamo aumentato il tempo dedicato all'informazione per informare e rassicurare i cittadini. Credo che sarebbe giusto tenerlo in considerazione e dare anche a noi una piccola quota di un canone che è comunque ricco».

Ritiene che il governo debba fare di più per la tv?
«Nel corso della pandemia la tv non ha avuto aiuti di alcun genere. Un settore importante come quello televisivo, che ha un importante impatto sull'economia, anche attraverso la comunicazione che le aziende fanno in tv, meriterebbe maggiore attenzione. È stato un anno e mezzo molto duro e così come hanno avuto ristori altri settori, sarebbe giusto che avessimo anche noi un sostegno. Il cinema ha il tax credit al 40%, non vedo perché non ci debba essere la stessa attenzione per le produzioni televisive.».

Le piace di più fare l'editore televisivo, di giornali o il presidente del Torino?
«La tv per me è stata sempre una grandissima passione. Sin da quando andai a studiare negli Stati Uniti e mi appassionai alla storia della tv americana e trovai analogie con la tv commerciale italiana nascente. Così avviai la mia collaborazione con Berlusconi prima di spiccare il volo e mettermi in proprio».

Che prospettive vede per la tv lineare? La7 avrà altri venti anni di vita?
«Credo di sì. Prima le sette generaliste dominavano fortemente con numeri molto importanti. Ancora oggi hanno una quota di ascolto molto rilevante in prime time di oltre il 60%. La7 in questi ultimi 3 anni ha scalato le posizioni e ad esempio dal 2018 siamo stabilmente la sesta rete assoluta in prime time oltre ad essere attualmente la seconda rete più vista sui target pregiati dei laureati e della classe socioeconomica elevata».

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