I Simpson, un successo di citazioni e parodie

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  venerdì, 13 aprile 2007
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Il prossimo maggio I Simpson tagleranno in America il traguardo delle 400 puntate trasmesse, diventando la serie cartoon più longeva della storia della tv. La Twentieth Century Fox ha poi annunciato la versione cinematografica della popolare serie animata con un trailer promozionale di 25 secondi proiettato nelle sale Usa durante il cartoon Ice Age: The Meltdown.
 
Lanciati quasi per scommessa da un piccolo network, la Fox Tv, nell'ora in cui imperversano i seguitissimi Robinson, questi deformi personaggi nati dalla matita di Matt Groening sono riusciti ben presto a imporsi come il più trascinate fatto di costume della televisione.
 
I Simpson, com'è noto, sono cinque giallastri e deformi cartoon; rappresentano una famiglia media americana: brutta, risentita, un poco irriverente con le istituzioni. Il collante che tiene saldi i rapporti dello sgraziato nucleo è una sorta di amaro sarcasmo, più genetico che consapevole. C'è un padre di 35 anni, Homer, che fa il custode di una centrale nucleare e i cui tratti caratteriali sono la viltà e la grettezza. C'è una madre di 33 anni, Marge, casalinga disperata. E ci sono tre figli: Bart, quarta elementare, falso, imbroglione, egoista, ultimo erede del ribellismo letterario americano; Lisa, la tenera Lisa di 8 anni, nevrotica, intellettuale, troppo sagace, vanitosela; Maggie succhiatrice di un ciucciotto da cui ricava un'inquietante colonna sonora.
 
Come scrive Stefania Carini, «quello che colpisce ne "I Simpson" è la densità di citazioni, omaggi, parodie, e il ritmo elevato con cui queste allusioni vengono proposte, tanto che spesso è difficile cogliere tutto a una prima e unica visione. Ma l'allusione non è mai fine a se stessa. Crea un mondo animato articolato e immerso nei media come il nostro, ricordandoci che tutto è rappresentazione, riproduzione, citazione e quindi, anche, distorsione. Ormai leggiamo il mondo come se fossimo davanti a uno schermo, e "I Simpson" non fanno altro che utilizzare questo nostro immaginario per ribaltarlo comicamente. Da un lato ne svelano l'artificiosità, dall'altro ne ribadiscono l'importanza. "I Simpson" irridono la cultura pop e allo stesso tempo la omaggiano».
 
Aldo Grasso
per "Il Corriere della Sera"

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