Daria Bignardi: 'Ogni persona una storia da raccontare'

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  domenica, 15 aprile 2007
 00:00

E' finita la stagione delle «Invasioni Barbariche», le interviste televisive su La 7 che riprenderanno in autunno, facciamo un bilancio?
«È andato tutto benissimo, da ogni punto di vista. È un programma molto impegnativo e sono contenta che ci sia una lunga pausa estiva: tre ore in diretta che girano tutte attorno a me non sono una passeggiata...».

Lei in passato ha fatto anche la giornalista di carta stampata, c'è molta differenza con la tv? «Direi di no, perché mi scrivo tutto prima, anche se poi naturalmente c'è l'improvvisazione, c'è lo spettacolo che la tv richiede, in cui si devono fere uscire toni, colori, emozioni da chi hai davanti a te.Ogni persona è una storia».

Quali sono state le interviste meglio riuscite?
«Quest'anno mi è piaciuta molto quella a Toni Capuozzo e a Mauro Corona, ma anche quella a Erri De Luca».

E i politici?
«Siamo abituati a vederli. I politici sono già visti, conosciuti Quest'anno sono venuti da me Fini, Fassino, Casini Ma forse sono più accattivanti i personaggi che si vedono meno, penso per esempio a Filippo Tini».

Le donne?
«Sono state meno numerose. Ma una bella intervista aggressiva è stata quella a Lucia Annunziata. E anche quella a Barbara Palombelli».

Sentiva rivalità?
«Con Lucìa siamo molto amiche. C'è un rapporto di sfida affettuosa. Lei mi prende in giro perché trova che mi vesto troppo scollata, mentre lei è così perbene. E stata Lucia che vent'anni fa mi convinse a fare televisione. Mi disse: "Cerca di lavorare con chi ti piace di più"»..

E lei chi ha scelto?
«Gad Lerner, che faceva in quel momento "Milano-Italia". Lavorai con lui come semplice redattrice dietro le quinte. Poi lavorai con Gianni Riotta e con Minoli: allora non mi sognavo nemmeno di andare in onda».

Daria BignardiAdesso invece è molto disinvolta.
«Si. Anche i pezzi di legno alla fine prendono confidenza».

Si è fatta qualche nemico con le sue interviste?
«C'è stato un dissidio un po' sgradevole con il ministro Alemanno quando gli chiesi se era vero che portava la croce celtica e lui la mostrò a tutti. Ma nemici è un'altra cosa. Le mie interviste sono dirette, ma la gente alla fine si diverte perché sente che c'è adrenalina».

Il suo successo come è stato vissuto da suo marito?
«Quando l'ho conosciuto facevo il "Grande Fratello" e avevo 16 milioni di spettatori, perciò era preparato. Il successo oggi c'è domani no, quello che resta sono i percorsi. Per esempio da 12 anni faccio un programma su radio Dj di libri».

Essere la nuora di Adriano Sofri cosa vuol dire?
«E' una gran fortuna. Perché è un uomo meraviglioso,una persona rarae preziosa».

Lei lo vede molto?
«Si. Lui adesso è a Firenze in sospensione di pena per motivi di salute».

In una famiglia come viene vissuta una vicenda così?
«Tutte le cose diventano normali quando sono di famiglia, quando non sono cose astratte: sono le tue cose anche quando sono eccezionali. Quando ho conosciute Adriano era già in carcere ed è stato normale. Lui era il nonno, l'amico».

C'è qualcuno che le ha mai detto di non voler essere intervistato?
«La maggior parte dicono: "adesso non posso", oppure "non ancora". Tra questi per esempio c'è Maurizio Milani, che crede sia un genio ma è molto timido: mi è dispiaciuto il suo "no". Mi hanno detto no anche quelli che non vanno da nessuno, come per esempio Barieco e Nanni Moretti».

Li sceglie tutti lei i personaggi?
«Lavoro con un gruppo, ma le interviste le devo sentire io».

Ha cambiato idea su qualcuno dopo averlo intervistato?
«Si, per esempio sull'architetto Fuksas: pensavo fosse burbero e antipatico e che mi mettesse soggezione, invece, è stato buono e affettuoso. Una donna con cui mi diverto sempre è Luciana Littizzetto. Anche con la Clerici abbiamo riso molto, Ambra è stata molto simpatica e Loredana Berte mi ha stupito: è stata intensa, generosa, per nulla complicata come invece avrei creduto».

Lei quando intervista aiuta o mette in difficoltà?
«Non mi piace fare la buonista, ma cerco di aiutare, anche se le interviste più divertenti sono quelle con chi sai che può reggere qualsiasi cosa».

Per esempio?
«Enrico Mentana, Carlo Rossella, Giovanni Floris. Poi c'è chi è meno attrezzato. Io sono empatica, cerco di sentire il personaggio e di immedesimarmi».

Cosa farà in questa pausa dalle «Interviste»?
«Curerò le mie rubriche e farò la madre».

Si sente un po' invidiata?
«Non mi sento niente. Faccio la mia vita e lavoro molto».


E contenta a La7?
«Si, molto. Mi sono trovata benissimo, Hanno avuto fiducia».

C'è ancora in lei la ragazza di Ferrara?
«Si, dovrò sopportarla tutta la vita. La ragazza di Ferrara con le caratteristiche della provincia nebbiosa a cui sono affezionata e in cui mi ritrovo molto. Per la metà della mia vita ho abitato a Milano, luogo che mi corrisponde ed è casa mia, ma sento le radici della nebbia del Po, della Bassa...».

Alan Elkann
per "La Stampa"

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