Il web 'ruba' ascolti alla Tv. Audience frammentata dai nuovi canali in chiaro

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Fonte: QN

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Internet e Tv
  venerdì, 27 gennaio 2012
 17:43

il web 'ruba' ascolti alla Tv. Audience frammentata dai nuovi canali in chiaroLa televisione generalista viene sacrificata sull’altare di Internet, in particolare dalla generazioni più giovani, e su quello del digitale terrestre, che ha comportato l’esplosione dei canali gratuiti disponibili.

E' quanto sottolinea il 24° Rapporto Italia dell’Eurispes, secono il quale soprattutto fra giovanissimi e giovani la Rete rappresenta uno strumento di erosione del primato televisivo sui tempi dello svago, una valida alternativa ed un fortissimo polo di attrazione.

Il 52,6% dei ragazzi tra i 12 ed i 18 anni afferma di guardare meno la Tv da quando utilizza Internet. Solo per il 47,9% la televisione costituisce il principale canale di informazione. La parcellizzazione degli ascolti ha poi investito, negli ultimi anni, in misura crescente il mondo della televisione, ed è ben rappresentato dall’erosione degli ascolti delle reti generaliste, seguito al passaggio al digitale terrestre.

“Mai come nell’ultimo anno si è presa coscienza - sostiene l’Eurispes - del fatto che la televisione, come era stata intesa per tanti decenni, non esiste più e che il meccanismo degli ascolti è già irreversibilmente mutato”.

 La rivoluzione viene soprattutto dall’affermazione dei nuovi canali in chiaro. Nel 2011, con una decisa impennata, si è quindi affermata la frammentazione dell’audience. Il peso percentuale delle reti generaliste è passato, analizzando i dati Auditel, dal 90,7% del 2000 al 76% della prima metà del 2011 e continua a calare (gli ultimi mesi del 2011 hanno fatto segnare il 73%).

Tra settembre e ottobre 2011 le 6 reti generaliste hanno perso in prima serata, rispetto allo stesso periodo del 2010, il 7,7% complessivo di share, 2.371.000 telespettatori. La perdita più consistente riguarda le due ammiraglie della tv generalista: Rai 1 e Canale 5. Rai 1 è scesa ad uno share del 20% (solo nel 2006 era al 23%), Canale 5 nell’autunno 2011 addirittura sotto il 18%. Ma anche Italia 1, Rete 4 e Rai 2 fanno segnare un calo. Unica eccezione, nella debacle di Rai e Mediaset, è rappresentata da Rai 3, in crescita.

Lo share delle generaliste dovrà poi affrontare una minaccia imminente non trascurabile: la revisione dei meccanismi dell’Auditel, richiesta con forza da Sky e da La 7. In questo scenario rischia di innescarsi un ciclo nefasto. Meno ascolti significano meno introiti pubblicitari, meno risorse economiche per finanziare i grandi spettacoli, i migliori artisti, un’offerta di qualità. I canali digitali, però, in alcuni casi anzichè proporre novità, puntano sulla riproposizione della Tv del passato (telefilm, cartoni).

Quanto ai canali a pagamento, la classifica dei più seguiti conferma del primato del calcio (Premium Calcio e Sky Sport 1) e l’affermazione dell’informazione di Sky Tg 24 davanti ai canali di cinema.
Oggi i contenuti televisivi vengono veicolati dai canali gratuiti digitali (generalisti, tematici, +1), dai canali digitali a pagamento, dalla Tv satellitare e dal Web.

Il sito più conosciuto e cliccato è You Tube, dove i video sono accessibili a chiunque sia connesso alla Rete, fruibili nel momento in cui si vuole e tutte le volte che si vuole. Il consumo di video su Internet solo nell’ultimo anno è aumentato del 19%.

Più che di un superamento ed un disinteresse per la televisione è corretto parlare di un’evoluzione delle modalità di consumo. Se per il 2013 è previsto un calo dello share dall’80% al 70% sulle televisioni tradizionali, sulle nuove piattaforme (gratuite e a pagamento) salirà dal 25% al 35%, finendo cosi’ per compensare la perdita (stima Groupm 2011).

La Rete, in particolare, spesso considerata la grande rivale per eccellenza, non svolge soltanto un ruolo sostitutivo rispetto al mezzo televisivo. Paradossalmente, in molti casi contribuisce in modo determinante alla diffusione dei contenuti e dei miti televisivi, fa da cassa di risonanza, dà loro maggiore visibilità, permette il recupero di quel che si è perso e la segnalazione ad altri spettatori.

Sono sempre più numerose le trasmissioni che non si limitano ad allestire un sito Internet, ma puntano decisamente sulla Rete per favorire la diffusione dei contenuti, il dialogo ed il confronto con gli spettatori, la fidelizzazione e la promozione degli appuntamenti.

Per l’Eurispes, infine, il futuro è probabilmente nei "Connected Tv", i televisori che si collegano ad Internet per sfruttare contenuti e servizi online.

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