Switch Off nelle Marche: continuano le perplessità della Regione al piano frequenze

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Digitale Terrestre
  martedì, 11 ottobre 2011
 19:31

Switch Off nelle Marche: continuano le perplessità della Regione al piano frequenzeLa Giunta Regionale, nella seduta di lunedì, ha espresso e comunicato nuovamente al Ministro dello Sviluppo Economico il fermo disappunto e il giudizio negativo rispetto al Piano Nazionale del digitale terrestre perche` per le emittenti locali delle Marche non è prevista l'assegnazione di almeno una frequenza coordinata e non interferita con l'altra sponda dell'Adriatico.

La Giunta Regionale ha rilevato che tale situazione è inaccettabile e ha richiesto nuovamente al Ministro Romani la modifica del Piano nazionale con l'assegnazione di almeno una frequenza coordinata e senza interferenze per l'emittenza locale marchigiana. Altrimenti, sottolinea la Giunta Regionale al Ministro, con l'attuale Piano nazionale in questa fase di pesante crisi economica si mette a rischio l'occupazione, creando gravi disagi agli utenti che potranno vedersi oscurare la ricezione delle trasmissioni televisive delle emittenti locali marchigiane per le interferenze di segnale dei Paesi esteri. Nelle Marche il passaggio al digitale terrestre (switch off) avverrà dal 5 al 21 dicembre, secondo il calendario previsto dal Ministero.

Ad oggi, nonostante le reiterate richieste del Governo regionale di intervento, avanzate fin dal 2010, perchè il Ministero dello Sviluppo si attivasse per mettere in condizioni le Marche di affrontare un ordinato switch off, non sono state ancora ancora risolte le criticità strutturali delle frequenze marchigiane previste nel Piano Nazionale sul Digitale Terrestre.

Per questo la Giunta regionale ha rinnovato il proprio parere negativo sull'assegnazione alle Marche di frequenze che rischiano di essere interferite dagli altri Paesi dirimpettai dell'area Adriatica, esprimendo disappunto e preoccupazione al Ministro Romani: la situazione è insostenibile e inaccettabile, perchè rischia di colpire pesantemente il patrimonio occupazionale e tecnologico dell'emittenza locale marchigiana, producendo anche forti disagi ai cittadini-utenti.

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