De Domenico (Rai Way): ''Il digitale terrestre nel Lazio è pronto a partire''

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Fonte: Giornale - Dossier Lazio

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Digitale Terrestre
  sabato, 11 aprile 2009
 00:00
RaiWayL'era del digitate terrestre sta per cominciare anche nel Lazio. Lo assicura Francesco De Domenico, presidente di Rai Way, la società che sta curando per la Rai la fase di transizione dall'analogico al digitale su tutto il territorio nazionale.

La nuova tecnologia arriverà presto nelle case e sui teleschermi dei cittadini laziali, nonostante alcuni rallentamenti dell'ultima ora.

«Il calendario ufficiale - spiega il professor De Domenico - prevede di fare lo switch over, ovvero lo spegnimento di Rai Due e Rete 4, entro la fine di questo giugno, mentre lo switch off di tutte le emittenti analogiche è previsto tra novembre e dicembre. Le scadenze dello switch over saranno confermate, mentre esistono alcuni dubbi per quanto riguarda lo switch off, ovvero lo spegnimento totale del segnale».

Un'incertezza dovuta al fatto che la Commissione Europea ha detcrminato che Rai e Mediaset non possono avere sei multiplex come è accaduto, invece, nella regione pilota della Sardegna, ma dovrebbero averne uno o due in meno.
«Questo confronto - riconosce De Domenico - sta rallentando tutto il processo di assegnazione delle frequenze. E quindi non solo il Lazio. ma anche Piemonte, Trentino e Valle d'Aosta attendono che si trovi una soluzione. Noi comunque speriamo di poter confermare i tempi fìssati per lo switch off».

Presidente, quali sono state a oggi le maggiori difficoltà che state incontrando per portare il digitale terrestre sul territorio regionale?
«La difficoltà principale l'abbiamo incontrata a Roma. Nella Capitale. infarti, esiste una situazione dì ricezione televisiva che al momento e ancora molto confusa. Ci sono antenne orientate su Monte Mario, su Monte Cavo o su Velletri. Inoltre esiste anche una carenza di frequenze, perché esistono molte emittenti locali romane. L'operazione che stiamo facendo adesso riguarda l'intero Lazio, a eccezione della provincia di Viterbo che per motivi interferenziali è stato deciso di aggregare alla Toscana. In quest'ultimo caso, il digitale terrestre partirà un anno dopo, nel 2010».

Che tipo di collaborazione è stata avviata per risolvere queste difficoltà fra Rai Way e gli enti locali del territorio laziale?
«Al momento per risolvere l'affollamento di antenne e frequenze presente a Roma è stato Istituito un tavolo tecnico con il ministero dello Sviluppo Economico/Comunicazioni. Vedremo come andrà, anche se purtroppo al momento il tavolo ha rallentato i propri lavori a causa della situazione d'incertezza determinatasi sui multiplex».

Quali saranno principali vantaggi in termini dì qualità dì ricezione del segnale e di servizi offerti porterà il digitale terrestre di Rai Way?
«Sicuramente la qualità e l'affidabilità del segnale digitale che è sempre stabile. Il digitale terrestre, infarti, si basa sul principio all or nothing. Quindi, o il segnale si vede benissimo oppure non si vede. In secondo luogo, aumenta il numero dei canali gratuiti a disposizione dell'utente finale".

Quale, invece, la tempistica per quanto riguarda la radio digitale, nota anche come Dmb. Questa tecnologia viaggerà a braccetto con il digitale terrestre?
«L'introduzione della radio digitale segue i tempi della televisione. Quindi, finché non si liberano le frequenze attualmente occupate dalla Tv analogica anche la radio deve aspettare. Per cui, fino a quando esìsterà un ritardo per ìl digitale terrestre televisivo determinato dall'intetvento della Commissione europea, slitteranno i tempi anche del Dmb. Confidiamo, comunque, che la situazione si sblocchi in tempi brevi».

Ritiene che i cittadini laziali siano stati informati adeguatamente del passaggio al digitale terrestre? Voi di Rai Way che azioni di promozione avete sinora intrapreso per far conoscere la nuova tecnologia presto a disposizione in Regione?
«Esiste già uno spot televisivo che va in onda sulle reti generaliste e informa i cittadini che entro la fine dell'anno il digitale terrestre verrà attivato in cinque regioni italiane, Lazio, Campania, Piemonte, Trentino e Valle d'Aosta. In seguito è probabile che la Rai decida di avvisare i propri abbonati singolarmente disponendo del loro nominativi».

Matteo Pervicini
per "Giornale - Dossier Lazio"
(09/04/09)

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