Gubitosi: ''Taglieremo costi di struttura, non informazione ed intrattenimento''

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Fonte: Adnkronos

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Economia
  giovedì, 04 ottobre 2012
 16:38

«Negli ultimi anni la Rai ha tagliato, risentendo del calo pubblicitario, nei prodotti di intrattenimento e di informazione e meno nei costi di struttura. Cercheremo di tagliare questi costi. Cercheremo di investire ciò che giusto per essere all'avanguardia della tecnologia come eravamo un tempo. È una sfida importante, credo che ci siano tutti i mezzi e le professionalità per vincerla».

Lo ha detto il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, intervenendo oggi a Roma al convegno 'Giornalista, un mestiere in un mercato senza merito?', organizzato dall'Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

Un'occasione per fare il punto sul giornalismo in una fase segnata dalla crisi economica e dalle nuove sfide multimediali, e per capire quali possibilità di accesso alla professione hanno i giovani giornalisti, che hanno frequentato le scuole ad hoc. Snodi centrali della professione per Gubitosi sono l'indipendenza e la competenza:

«Spero che l'indipendenza in Rai sia diffusa. Qualcuno ha detto che è un lusso. Forse in parte è così. Ma credo che sia molto importante. Cercherò, per quello che mi è possibile, di muovermi su questa base. Alla Commissione di Vigilanza -ha spiegato Gubitosi- abbiamo detto che il pluralismo corrisponde al cento per cento di indipendenza e competenza. Ci aspettiamo che ci saranno scelte dettate da questi criteri».

«Ricordiamoci che il merito -ha sottolineato inoltre il dg Rai- corrisponde anche alla selezione. È molto importante dare di più a chi si sacrifica, ci mette più sforzo si dà da fare dando risultati. Noi premiamo poco. Dobbiamo dare incentivi a chi fa bene. Non è sempre facile con politiche che non hanno al centro la meritocrazia. Speriamo di riuscire a cambiare».

Quanto al ruolo che la Scuola di Perugia svolge da anni nella formazione delle nuove leve del giornalismo, Gubitosi ha affermato «che deve tornare centrale per la Rai, nel senso che la qualità si fa con la formazione». Altra questione di particolare rilievo su cui si è soffermato Gubitosi è quella della cosiddetta rivoluzione informatica: «Ci possono essere diversi modi di esprimersi che non cambiano però la base della professione: cioè capire, interpretare e raccontare ciò che succede».

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