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I 50 anni dello storico Canzonissima rivivono sul sito delle Teche Rai

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

Internet e Tv

E’ passato mezzo secolo dalla prima puntata della storica trasmissione Rai che abbinava una gara musicale alla Lotteria Italia. Per ricordare quella lunga stagione televisiva, le Teche Rai propongono sul sito Internet i video delle scenette piu’ famose, i brani interpretati dai grandi cantanti dell’epoca e le foto storiche tratte dalle 12 edizioni di “Canzonissima”.

Mercoledì 22 ottobre 1958, ore 21.00: sul Canale Nazionale va in onda “Canzonissima”, un «corsa di canzoni abbinata alla Lotteria di Capodanno». La definizione è contenuta in un articolo di presentazione del Radiocorriere Tv di quell’anno. Era l’inizio di un’epoca, di una tradizione che ancora continua, quella dell’abbinamento di un programma di varietà alla Lotteria di fine anno e i suoi ricchi premi. Da quella sera “Canzonissima”, nella sua versione originale basata sulla sfida fra i cantanti e presentata da uno o più conduttori, durò fino alla stagione 1973-74.

Per ricordare l’evento, sulla homepage del sito delle Teche Rai sono da oggi riproposte molte fotografie, brani di canzoni e gag tratti dalle 12 stagioni di “Canzonissima” per celebrare il suo cinquantenario. I files multimediali che saranno ricercabili su www.teche.rai.it (attraverso il motore di ricerca interno del sito) riguardanti le 12 stagioni di Canzonissima sono 90, e 50 le fotografie.

Sulla home page del sito si alterneranno in automatico i video in formato FLV e i titoli dei brani piu’ famosi pubblicati on line, fra i quali ci sono gags e scenette con Delia Scala, Paolo Panelli e Nino Manfredi tratti dall’edizione del 1959, compresa la famosa interpretazione del contadino ciociaro di Manfredi («Fusse che fusse la volta bona»!), gli sketch di Walter Chiari, fra i quali alcuni con Mina della stagione 1968-69,  le battute di Johnny Dorelli, molti siparietti comici di Raimondo Vianello, alcune imitazioni di Loretta Goggi agli inizi della carriera, le sigle e i balletti ormai “di culto” di Raffaella Carra’ e i suoi duetti con Corrado e brani di tutti i piu’ famosi cantanti che parteciparono alla trasmissione dal 1958 al 1974, in particolare quelli presenti nelle due edizioni ritenute le piu’ famose e popolari, quelle del 1959 e del 1968.

Nei primi anni di programmazione, “Canzonissima” rappresentava uno degli eventi televisivi piu’ importanti, per il quale l’azienda mise a disposizione le migliori risorse e professionalita’, dai conduttori ai registi e agli autori, fondamentali per la ‘confezione’ del prodotto, dalle soubrettes ai comici e ai grandi ospiti italiani e internazionali, oltre che alle grandi firme per i costumi, i balletti e i direttori d’orchestra. Tutti i piu’ noti cantanti italiani dell’epoca si alternarono sul palcoscenico del Teatro delle Vittorie, in una vera e propria competizione dalla quale dipendevano naturalmente le vendite dei dischi e la posizione in classifica. E vere erano le rivalita’ tra loro, memorabile quella che contrapponeva Claudio Villa a Gianni Morandi, come quella tra Ornella Vanoni e Iva Zanicchi.

La gara canora prevedeva una classifica dei cantanti, determinata dalle giurie popolari nel corso delle trasmissioni e, soprattutto, dalle cartoline della Lotteria di Capodanno che pervenivano a quintali allo storico indirizzo di via Arsenale 21, Torino. Negli anni ’60 e ’70 “Canzonissima” era, insieme al “Festival di Sanremo”, un importante evento televisivo seguito con passione dal pubblico, un successo decretato dalla  media dell’indice d’ascolto sempre superiore ai venti milioni.

Una curiosita’: antesignana di “Canzonissima” fu “Le canzoni della fortuna”, una trasmissione radiofonica in onda nel 1956 che per la prima volta univa una gara musicale alla Lotteria; l’anno seguente, stagione 1957-‘58, la formula venne trasposta in televisione con “Voci e volti della fortuna”, un programma condotto da Enzo Tortora e Silvio Noto con Antonella Steni e Renato Turi, per la regia di Lino Procacci, che andava in onda il martedì sera e prevedeva una gara tra cantanti dilettanti provenienti da varie regioni d’Italia. Vinse la rappresentativa abbruzzese, della quale faceva parte Aurelio Fierro.

Nel 1958 sono Garinei e Giovannini a firmare la prima edizione di “Canzonissima”, in onda il mercoledi’ alle 21.00 sul Canale Nazionale, mentre la regia viene affidata ad Antonello Falqui, in Rai dal ’52 con importanti esperienze registiche alle spalle, dall’“Ottovolante” di Mike Bongiorno al “Musichiere” di Mario Riva. I conduttori erano Renato Tagliani e Ugo Tognazzi (poi sostituito da Walter Chiari), con Gianni Agus e Enza Soldi. La gara fu vinta da Nilla Pizzi con la canzone L’edera, secondo classificato Claudio Villa con Arrivederci Roma, il capolavoro di Renato Rascel. Il primo premio della Lotteria, estratto da allora il 6 gennaio, era di 100 milioni di lire e il biglietto ne costava 500.

Storica e’ l’edizione 1959-60, con Delia Scala, Paolo Panelli e Nino Manfredi. Autori erano ancora Garinei e Giovannini con Dino Verde e Lina Wertmuller, alla regia sempre Antonello Falqui. Un terzetto di conduttori molto affiatato, anche perché gia’ protagonisti della commedia musicale ‘Un trapezio per Lisistrata’, firmata da Garinei e Giovannini.

Quella “Canzonissima” fece da caposcuola a tutte le future trasmissioni televisive di varieta’, con grande successo di pubblico che si divertiva a seguire in ogni puntata le scenette comiche e le interpretazioni dei cantanti in gara. Mentre Delia Scala si esibiva nei balletti insieme a Don Lurio, coreografo, Manfredi interpretava il famoso barista ciociaro Bastiano, il cui motto era «fusse che fusse la vorta bbona» e Panelli si trasformava in un cinico cowboy un po’ bulletto. A vincere fu un’esplosivo Joe Sentieri con la canzone Piove. In quella “Canzonissima” non mancò una delle prime censure, per un balletto di can-can nella sigla finale, interpretato da una scatenatissima Delia Scala, con un ritornello che giocava con le parole che iniziavano per can; gli autori cambiarono il testo e can divenne cin, trasformando la sigla in un lungo brindisi.

Nel 1960 Lauretta Masiero, Alberto Lionello e Aroldo Tieri presentarono l’edizione vinta da Tony Dallara con Romantica. Alla regia Mario Landi, autori del programma erano Amurri, Faele e Landi, mentre la messa in onda e’ il sabato sera. Dopo una lunga gavetta teatrale, grazie alla televisione Alberto Lionello acquisi’ una vasta popolarita’; memorabili le sue canzoni interpretate agitando una paglietta, per cui fu definito lo ‘Chevalier italiano’ da Erminio Macario. La sigla finale era Due note, cantata da Mina accompagnata dall’orchestra diretta da Bruno Canfora.

L’edizione del 1961 vide una conduzione corale, composta da Sandra Mondaini, Enzo Garinei, Carlo Sposito, Tony Ucci, Paolo Poli, Tino Buazzelli e Alberto Bonucci. La regia di questa “Canzonissima” era di Eros Macchi, gli autori Scarnicci e Tarabusi. Il 6 gennaio si affermo’ nuovamente Tony Dallara con Bambina bambina superando in finale, tra gli altri, Adriano Celentano, Milva, Johnny Dorelli e Peppino Di Capri. Il 4 novembre partiva anche il Secondo Programma della Tv, mentre il primo rimaneva il Programma Nazionale.

Dario Fo e Franca Rame vennero chiamati a condurre l’edizione 1962-63, in cui furono protagonisti di uno “scandalo” che venne ripreso da tutti i giornali e provoco’ addirittura una interrogazione parlamentare. All’origine uno sketch sui lavoratori edili, mentre era in corso una loro vertenza sindacale, che ironizzava sulle misure di sicurezza di un cantiere. Furono Sandra Mondaini e Tino Buazzelli a sostituire Fo e la Rame, mentre ad affermarsi in questa “Canzonissima” fu Quando, quando, quando interpretata da Tony Renis. La regia era di Vito Molinari, anche autore insieme allo stesso Fo e a Leo Chiosso.

Quindi, dal 1963 al 1968 si interruppe la serie di “Canzonissima”, che venne sostituita ogni anno da trasmissioni diverse. Nel ’63 ando’ in onda “Gran Premio”, una gara tra regioni d’Italia, con un conduttore diverso per ogni regione. Segui’, nel 1964, “Napoli contro tutti” condotta da Nino Taranto, mentre nel ’65 fu la volta di Corrado e Walter Chiari in “La prova del nove”. Seguirono poi “Scala Reale” nel 1966, con Peppino De Filippo, e nel ’67 “Partitissima” che fu presentata da Alberto Lupo con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Le edizioni di “Canzonissima” ripresero alla grande nel 1968 con la trasmissione condotta da Mina, Walter Chiari e Paolo Panelli. Fu un grande successo di pubblico e vennero rilevati ascolti medi di 22 milioni di telespettatori per il programma che vide il ritorno alla regia di Antonello Falqui, mentre gli autori erano Marcello Marchesi e Terzoli & Vaime. Un giovanissimo Gianni Morandi vinse con Scende la pioggia, uno dei tanti successi del cantante di Monghidoro. Grande protagonista fu Mina che presentava, partecipava alle gag comiche e, soprattutto, cantava rigorosamente dal vivo splendide canzoni.

Nel 1969 fu la volta di Johnny Dorelli e Raimondo Vianello a prendere il timone di “Canzonissima”. Con loro Alice ed Helen Kessler, mentre inviati presso le giurie esterne erano Paolo Villaggio e Gianni Boncompagni. Alla sua terza regia Antonello Falqui, con Terzoli & Vaime e Verde autori. Da registrare alcune critiche della stampa, per questa edizione che veniva dal grandissimo successo di quella precedente con Mina, Chiari e Panelli; da considerare l’atmosfera del Paese, turbata da contestazioni, scioperi e attentati terroristici.

Nonostante le critiche, la trasmissione registro’ in media un indice di ascolto di oltre 21 milioni di telespettatori, battuta soltanto dalla finale del Festival di Sanremo che registro’ oltre 22 milioni. E il 6 gennaio vide ancora una volta il trionfo di Gianni Morandi, che interpretava Ma chi se ne importa. A distanza di anni le gemelle Kessler, che nella sigla cantavano “Quelli belli come noi”, ricordano in un articolo del Corriere della Sera del 1995: «E' stata un'edizione molto attaccata dalla stampa, ma per noi resta uno spettacolo straordinario diretto da Antonello Falqui. Lui, pignolo, ci faceva riprovare i balletti anche 30 volte in un giorno. E poi i risultati si vedevano. Anche Dorelli e Vianello sono stati due partner favolosi».

Nell’autunno del 1970 sono Raffaella Carra’ e Corrado a condurre la prima puntata della gara fra canzoni. La Carra’, reduce da un grande successo con la trasmissione “Agata e tu”, accresce la sua popolarita’ tra il grande pubblico per la canzone Ma che musica maestro!, interpretata con l’ombelico scoperto che scatena lo ‘scandalo’ dei benpensanti. Da parte sua Corrado, fintamente impacciato e un po’ goffo, stabilisce con il telespettatore una atmosfera di familiarita’. Autori della trasmissione, diretta da Romolo Siena, erano Paolini e Silvestri. Vinse la gara un Massimo Ranieri ventenne con un motivo intitolato proprio Vent’anni, sbaragliando una concorrenza formata, tra gli altri, da Claudio Villa, Patty Pravo e Rita Pavone.

E furono ancora Raffaella Carra’ e Corrado a condurre la decima edizione di “Canzonissima”, quella del 1971-’72. Loro partner erano Vittorio Gassman e Alighiero Noschese. Castellano e Pipolo gli autori, in sala di regia Eros Macchi. Lo ‘scandalo’ di questa edizione fu il Tuca tuca, la canzone di cui rimane indelebile il ricordo della scenetta con Alberto Sordi che scherzosamente duetta con Raffaella. In termini di ascolto, “Canzonissima ‘71” ottenne medie di oltre 25 milioni di telespettatori, permettendosi di battere anche il Festival di Sanremo, che nella serata finale registro’ un undice d’ascolto di 24,4 milioni. Nicola Di Bari si affermo’ in finale con Chitarra suona piu’ piano.

Nell’edizione 1972-’73 presero il timone di “Canzonissima” Pippo Baudo e Loretta Goggi. Loro partner due grandi attori: per la seconda volta partecipa al programma Vittorio Gassman insieme con Monica Vitti. La regia viene affidata a Romolo Siena, gli autori sono Marcello Marchesi e Dino Verde. In finale si afferma Massimo Ranieri con Erba di casa mia. Per Baudo e’ la prima conduzione di una lunga serie di trasmissioni legate alla Lotteria Italia, mentre per la Goggi il programma e’ la consacrazione ufficiale come showgirl, con un grande successo ottenuto per le sue imitazioni. E’ anche l’anno in cui venne conseguito il record di cartoline pervenute, che furono piu’ di venti milioni e mezzo, giunte al centro raccolta di Torino.

Nel 1973 la messa in onda di “Canzonissima” venne spostata alla domenica pomeriggio, subito dopo “Novantesimo Minuto” e prima della partita di calcio in differita. Stava declinando il successo dei cantanti piu’ popolari e nasceva una generazione di giovani cantatutori, mentre il pubblico piu’ giovane seguiva sempre di piu’ le produzioni musicali dei complessi inglesi ed americani. Alla conduzione venne nuovamente chiamato Pippo Baudo, mentre al suo fianco esordiva una giovane Mita Medici. Al loro fianco Maria Rosaria Omaggio in qualita’ di ‘valletta’. La regia era di Romolo Siena, autori Paolini e Silvestri. Vincitrice il 6 gennaio ’74 fu Gigliola Cinquetti con Alle porte del sole. Una vittoria un po’ a sorpresa, dopo la bocciatura della cantante veronese alla selezione per il Festival di Sanremo e la sua decisione di non esibirsi piu’ in pubblico. Ma “Canzonissima” stava declinando, il suo ascolto non entro’ neanche fra le 10 trasmissioni piu’ viste. D’altra parte, per la crisi generale della musica leggera, neppure il Festival di Sanremo era in quella Top Ten.

L’anno successivo, 1974, il programma continuo’ ad essere programmato la domenica pomeriggio. Alla conduzione venne richiamata Raffaella Carra’, mentre i siparietti comici furono affidati a Cochi e Renato; con loro anche Topo Gigio. Nella finale, l’ultima della lunga serie di “Canzonissima”, che vide sfidarsi Mino Reitano, Orietta Berti Peppino Di Capri, Massimo Ranieri, i Vianella, Tony Santagata, Gianni Nazzaro e Maria Carta, si imposero Wess e Dori Ghezzi con Un corpo e un’anima. Nonostante la mancanza di cantanti prestigiosi che avevano dato forfait – i big della canzone non gradivano piu’ di essere scartati dal voto popolare - i telespettatori italiani, fra gli ultimi in Europa a vedere ancora i programmi in bianco e nero, adottarono coralmente le frasi stralunate e i non sense della coppia Cochi-Renato, mentre i piu’ piccoli si divertivano con le scenette di Raffaella alle prese con Topo Gigio.

Come tutte le grandi stagioni televisive, anche quella di ‘Canzonissima” giunge a conclusione. Continuano i programmi abbinati alla Lotteria Italia, ma scompare la gara fra cantanti, in un panorama musicale ormai contaminato dalle produzioni anglo-americane. Dal 1976 vengono prodotte trasmissioni diverse tra loro – “Un colpo di fortuna”, “Chi?”, Secondo Voi”, “Io e la Befana” – fino ad arrivare nel 1979 con la prima puntata di “Fantastico”, condotta da Loretta Goggi con Beppe Grillo ed Heater Paris,  che inaugura un lungo ciclo che si concludera’ solo nel 1991. Ma questa e’ un’altra storia…

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