5a Conferenza Nazionale DGTVi: Rileggi la diretta scritta della seconda giornata

5a Conferenza Nazionale DGTVi: Rileggi la diretta scritta della seconda giornata

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Fonte: Digital-Sat (live)

D
Digitale Terrestre
  martedì, 04 maggio 2010
 00:00
Al Teatro Dal Verme di Milano la seconda giornata di lavori per discutere ancora una volta della nuova tv, quella digitale, che sempre più a grandi passi raggiungerà anche nel 2010 moltissime famiglie italiane.

 

L’appuntamento annualetra i grandi broadcaster cade a due settimane dallo switch over - il passaggio anticipato di Raidue e Retequattro alla nuova tecnologia - in Lombardia, Piemonte orientale, Parma e Piacenza, al via il 18 maggio. Un passaggio che, con gli switch off d’autunno, vedrà poi a fine anno il 70% della popolazione italiana diventare ‘all digital’. La conferenza, come da tradizione, servirà a fare il punto della situazione, valutandone aspetti positivi e criticità, e a guardare al futuro.
 
RILEGGI LA DIRETTA SCRITTA DELLA PRIMA GIORNATA
 
a cura di Giorgio Scorsone (Giosco)
In redazione: Simone Rossi (Satred)
 
Ore 10.32 - In leggero ritardo sulla tabella di marcia, si apre la seconda giornata con Bruno Vespa che introduce Stefano Mannoni, commissario dell'Autorità Garante per le Comunicazioni. I temi caldi del suo intervento sono quelli già toccati ieri dalle parole dei gli operatori tv, come ad esempio il piano nazionale delle frequenze, che si rende necessario per il progredire della tecnologia e della televisione in senso ampio. "Se qualcuno pensa che all'Agcom vengano tagliate reti senza motivi connessi strettamente alla realtà, questo si sbaglia: la verità è che i tecnici sono impegnati ad allungare una coperta troppo corta. La pianificazione in questo caso non è un capriccio, ma un auspicio che si possa rinnovare e divergere sui precedenti che sono stati abbandonati. Si vuole costruire un percorso basato sulla credibilità italiana in Europa e la Rai più che le altre imprese - dice Mannoni - non deve trascurare la sua forza, basata sull'etichetta del servizio pubblico, che non può divenire uno stendardo per avere maggiori risorse frequenziali. Ai piccoli operatori, come dimostra il caso Europa 7, va garantito un trattamento giusto e concorrenziale. Ora in questo senso si parla di LCN, tema su cui sarà centrale il ruolo dell'Agcom, che cercherà di garantire questa parità di diritti."
 

 
Ore 10.40 - Dopo Mannoni è il turno del Ministro Brunetta, introdotto da un filmato sulle nuove innovazioni del suo dicastero.
 

 
Ore 10.45 - In una sorta di faccia a faccia con Bruno Vespa, il ministro Brunetta incentra il suo discorso sulle "Linee amiche", servizi messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione per essere più prossimi al cittadino, ampliando gli "orari di apertura" dei servizi e il rapporto più amichevole, dato che sono attive anche in tabaccherie o nelle poste. Stuzzicato da Vespa, Brunetta ricorda anche il servizio web, accessibile da ogni computer domestico.
 
Ore 10.49 - Tornando sul tema televisivo, Brunetta preferisce parlare di reti, su cui è incentrata anche l'interattività anche del digitale terrestre, su cui il ministro vorrebbe aprire canali dedicati in cui avere a disposizione una serie di servizi utili al cittadino, accessibile dal menu di ogni televisore.
 
Ore 10.54 - Non sarebbe un male che le Regioni come la Lombardia o come la Toscana - uno degli esempi virtuosi nel rapporto della PA e i cittadini - facessero un canale interattivo per mettere tutti i servizi offerti sul digitale. L'obiettivo più grande, che esula un po' dal tema televisivo, è quello di eliminare la carta tout-court e la PEC è solo uno dei primi passi in questa direzione. Proseguendo anche nella direzione di eliminare la carta per la dichiarazione dei redditi, uno dei prossimi obiettivi del suo lavoro. E così termina il suo intervento, in dialogo con Bruno Vespa che ora chiama sul palco Formigoni.
 
 
Ore 10.59 - Il presidente della Regione Lombardia prende subito lo spunto di Brunetta per confermare che nella sua istituzione la carta è già stata abolita. Ma parlando di digitale, Formigoni ammette che questa novità rivoluziona completamente il modo di veicolare le informazioni attraverso i media. La sfida della sua regione, in questo senso, è anzitutto di livello sociale, dato che si aprono opportunità di pluralismo all'informazione e alla cultura. Una cultura policentrica e pluralista, con i cittadini non solo utenti ma veri e propri protagonisti dell'intero sistema.
 
Ore 11.01 - La tv digitale spinge sulla qualità e non solo sulla quantità, la tematizzazione se ben utilizzata offre ancora delle opportunità forti e più libertà di scelta. La sfida è quindi come detto sociale, ma anche economica perché il mercato a valle e a monte delle imprese porterà nuovi investimenti nella regione Lombardia, dove sono presenti i maggiori broadcasting nazionali, senza dimenticare le locali che sono più di 50.
 
Ore 11.06 - Nella nostra regione sono ancora in tanti senza gli apparecchi per il digitale, la maggior parte sono anziani, che non saranno dimenticati nel passaggio alla nuova tecnologia, che la Regione Lombardia gestirà in coordinazione con gli enti preposti. Il 62% dei lombardi è già attrezzata, una percentuale sopra la media nazionale, e per la comunicazione ci saranno particolari iniziative. Anche la banda larga è un passo fondamentale, come la diffusione della fibra ottica: l'obiettivo è coprire al 99,9% l'intero territorio lombardo con velocità di almeno 2 Mbps per utente. Il resto è un utilizzo razionale del satellite, anche per veicolare informazioni, e le tecnologie mobili di nuova generazione. Progetti anche di web tv ufficiale per l'ente Regione che, si prevede, possa approdare anche in DTT entro il 2012.
 
Ore 11.08 - Bruno Vespa ringrazia Formigoni e invita sul palco il presidente di DGTVi Andrea Ambrogetti, per fotografare lo stato di diffusione del digitale terrestre in Italia.
 

 
Ore 11.12 - La diffusione, esordisce Ambrogetti, è già a livelli avanzati, ma il lavoro di DGTVi non è ancora finito, perché il futuro è sempre in digitale. Gli ascolti si sono trasferiti sulla nuova tecnologia e sono pure aumentati, il livello di penetrazione è raddoppiato nello scorso anno grazie agli switch di Piemonte, Campania e Lazio, su cui vengono mostrati dei servizi delle principali testate giornalistiche nazionali.
 
 
Ore 11.15 - Quello che si vuole fare oggi non è solo ratificare i successi, ma mettere in luce anche le difficoltà, per farne fronte e risolverle in prospettiva futura. "Nonostante le spesso strumentali richieste di rinvio, il calendario predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico è stato conseguito con la massima puntualità". Importante in questo l'informazione, con i cittadini sempre informati sul passaggio al digitale e l'assistenza con il numero verde del Ministero (800.022.000) che tornerà a svolgere il suo lavoro centrale già in questo mese per la Lombardia e il suo switch over.
 
Ore 11.18 - Ambrogetti ricorda anche la conversione dei segnali, svolto con il coordinamento della Fondazione Bordoni, con più di 6.000 impianti convertiti per oltre 220 emittenti protagoniste. Si pensa anche all'effettiva ricezione da parte degli utenti, coadiuvata anche dalla nascita di Tivùsat, pr contenere i disagi che fisiologicamente ogni passaggio tecnologico comporta, come gli ascolti che subiscono un leggero dissesto nel corso delle prime tre settimana di switch off, per poi stabilizzarsi e crescere sempre di più.
 

 
Ore 11.22 - Quello che si prospetta per il nuovo anno è, come si sa, lo switch off dell'intero Nord Italia, con alcune regioni che per la prima volta affronteranno direttamente lo spegnimento senza passare dallo switch over. Per preparare il terreno, è già pronta la campagna di comunicazione con lo spot già visto ieri e che è già on air sulle tv nazionali e locali. Tra meno di otto mesi, alla fine di questi switch, avremo nel nostro paese due famiglie su tre, con oltre 16 milioni di famiglie interamente digitalizzate, con una penetrazione vicina all'85% delle famiglie italiane. Ecco perché ribadiamo che, per noi e non solo per noi, l'Italia è digitale.
 

 
Ore 11.25 - Ambrogetti rivolge ora un appello alle emittenti nazionali,  piccole e grandi, perché credano anche loro in prima persona nel progetto digiale investendo mezzi, risorse e intelligenze per dare vita anche alla parte interattiva, che come dimostrava prima il Ministro Brunetta, è uno degli sviluppi futuri obbligati del mezzo. E alle locali, che con il digitale rischiano di non farcela, Ambrogetti dice che anche per loro servono investimenti su contenuti legati al territorio, consorziarsi insieme per massimizzare le risorse e confidare nella regolamentazione  dell'ordinamento automatico dei canali e dei relativi posizionamenti.
 
Ore 11.32 - Si rivolge poi un appello ai costruttori di tv e decoder, a cui viene chiesto di eliminare i bollini intermedi per giungere così ad un bollino unico per decoder e televisori. Così come agli investitori pubblicitari e ai produttori di contenuti giunga l'invito di rompere ogni timidezza e investire di più, molto di più di quanto fatto finora, sui nuovi canali digitali. Non si dimentichi il ruolo della distribuzione commerciale e delle associazioni consumatori, che con i loro sforzi aiutano il processo di passaggio al digitale. Importante è l'appello rivolto all'Agcom sugli ormai soliti temi del Piano Nazionale delle Frequenze e della LCN: le emittenti - dice Ambrogetti tra gli applausi - devono conoscere anzitempo la loro frequenza per poter gestire il passaggio in modo ottimale con investimenti razionalizzati. Sulla lista LCN invece l'urgenza è tale perché comporta effetti diretti sugli utenti. Nonostante ciò ci sono ancora alcuni elementi che devono essere rivisti prima di passare alla vera e propria assegnazione, su cui DGTVi lavorerà d'intesa con il Ministero.
 
Ore 11.33 - Ambrogetti chiede poi al viceministro Romani di anticipare la conclusione dello switch off al termine del 2011, come già fatto in altri paesi europei. La richiesta ufficiale è di formalizzare al più presto un calendario completo per il passaggio delle restanti regioni al digitale entro la fine del prossimo anno.
 
Ore 11.36 - Infine un'ultima considerazione per Ambrogetti che insiste sulla piattaforma aperta e condivisa da tutti, non imposta da nessuno come invece fanno altri (lampante il riferimento a Sky, ndDS). All'autorità europea che sta per concedere a Sky l'accesso alla piattaforma digitale gratuita chiede se sappia che la stessa Sky ha impedito a Tivùsat di fare offerte pay sul satellite.  Ecco perché DGTVi chiede particolari attenzioni all'Europa per il nostro mercato, a cominciare dall'assegnazione delle nuove frequenze, proprio da lei voluta e che ora lei rischia di snaturare discriminando i piccoli e i nuovi operatori.
 
Ore 11.40 - La vera conclusione è affidata ad una descrizione dettagliata sulla situazione della tv gratuita sul digitale terrestre, che deve essere la forza trainante dell'intero sistema, senza dimenticare quella pay che offre contenuti un tempo riservato ad altre piattaforme. Il servizio pubblico italiano è quello che offre più canali gratuiti in Europa e le tv private svolgono un ruolo comunque importante. "Con orgoglio possiamo dire: abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere", così conclude Ambrogetti la sua relazione.
 

 
Ore 11.43 - Al termine, Vespa raggiunge Ambrogetti e pone un paio di domande al presidente DGTVi, che sottoline l'attenzione al piano delle frequenze per le nuove regioni digitali, non lesinando una battuta sul "cielo" su cui però non vuole aggiungere più nulla, anche se la risposta a denti stretti faceva presupporre qualcos'altro...
 

 
Ore 11.44 - Vespa chiama sul palco i vertici dei principali operatori nazionali e locali, iniziando il "talk show" con Paolo Garimberti: la Rai chiede attenzione sul contratto di servizio, chiamando in causa anche il viceministro Romani, che sottolinea come il canone Rai sia il più basso d'Europa ma anche il più evaso.
 

 
Ore 11.48 - Garimberti conclude il suo primo intervento parlando dei nuovi ascolti digitali, dove ha raggiunto il 46% complessivo che non aveva da anni, e l'obbligo al digitale diventa una vera e propria opportunità, che la Rai cercherà di cavalcare con la nuova offerta presentata ieri. Vespa ribadisce la volontà di fare servizio pubblico e chiede più risorse e Garimberti chiarisce che il canone non è "della Rai" ma è per il possesso dell'apparecchio, equivoco su cui anche la Rai sbaglia quando fa comunicazione.
 
 
Ore 11.52 - Con una battuta sulla pubblicità del canone, viene introdotto anche Confalonieri stuzzicato subito dal moderatore sulla possibilità di chiedere indennizzo da Sky per la questione Mondiali. Il presidente Mediaset chiarisce la necessità di attendere l'arbitrato difendendo la legittimità della loro iniziativa, perché noi abbiamo investito 800 milioni sulle infrastrutture e non vediamo bene che un "signore agiato che non paga niente" possa avere dei privilegi sulla lista LCN ma anche sulle frequenze. La concorrenza è dura e noi ci muoviamo in tutte le direzioni possibili.
 
Ore 11.59 - Vespa fa ridere la sala chiedendo a Confalonieri se nonostante tutto Sky faccia dei buoni programmi e Confalonieri risponde ammettendo di guardare solo due canali: Classica e Milan Channel. Il conduttore di Porta a Porta mette in dialogo anche Maurizio Giunco di FRT, introdotto sul tema della LCN che secondo lui seguirà il rispetto delle abituini degli ascoltatori: prendendo i dati Auditel è già possibile capire quale potrebbe essere il posizionamento delle locali. L'unico problema in questo senso è il ritardo che diventa preoccupante per noi che aspettavamo tempi più brevi per la messa in atto. "Non ci sta bene - dice Giunco - che arrivi dal cielo un nuovo operatore che ancor prima di nascere occupa una posizione (la 10) destinata alle locali: come è possibile se la lista LCN dovrebbe rispettare le abitudini dei telespettatori?"
 
 
Ore 12.05 - Giunco rompe gli indugi ammettendo che preferisce un duopolio, su cui insisteva la politica del vecchio ministro Gentiloni, piuttosto che un tripolio o più perché la vera alternativa a Rai e Mediaset sono le locali che garantiscono il pluralismo dell'informazione in un sistema che si è costruito da 35 anni. Dopo un flash di Vespa che annuncia le dimissioni del ministro Scajola in seguito agli scandali di questi giorni, interviene Marco Rossignoli di Aeranti-Corallo che apre sulla difesa delle reti di trasmissione, che oggi è un argomento centrale per tutte le emittenti locali, affinché non perdano de facto il diritto di avere una propria offerta digitale. E da qui che nascono le preoccupazioni del Piano delle Frequenze, su cui l'Autorità in questo momento non sta seguendo le disposizioni di legge poiché privilegia le reti MFN piuttosto che  SFN di cui parla la legge.
 
 
Ore 12.12 - Rossignoli conclude rivolgendo un ultimo appello a Mannoni, interessato anche per il caso LCN di cui ha parlato prima Giunco. Vespa cede poi la parola a Tarak Ben Ammar, che inizia anche lui sulle frequenze che lui stesso acquistò per 110 milioni nel 2003 da Murdoch per poter creare Sportitalia, di cui ieri ha spiegato Bogarelli che ha collaborato sin dalla nascita. Tra i nuovi progetti Ben Ammar parla di Eagle Tv con le prime dei film prodotti e distribuiti dalla sua casa cinematografica. E poi il già noto Nessma Tv che arriverà sul digitale italiano nei prossimi mesi, in modo da poter aiutare l'integrazione tra diverse culture, anche dopo una delle ultime puntate di Annozero dove una marocchina veniva insultata in diretta.
 

 
Ore 12.17 - Ben Ammar divaga quindi sul tema dell'immagrazione che poco c'entra con il digitale, visto qui come un'opportunità per colmare le distanze tra le varie culture in Italia, che lui considera come il paese arabo moderato del Nord. Da qui il talk show prende una via particolarmente rilassata con Vespa che insiste sulla diffusione dei prodotti italiani nel Nordafrica, "dove la Rai - ricorda Garimberti - ha investito con l'apertura di Rai Med negli anni scorsi."
 
Ore 12.23 -
Si ritorna in tema rimanendo all'estero con un confronto della situazione italiana con il resto d'Europa. Garimberti, parlando del servizio pubblico, cita il caso francese della rimozione della pubblicità che ora si rimpiange, idem in Spagna dove il provvedimento è in fase di attuazione. Nessuna tv pubblica europea è in salute ma sul tema della libertà, ribadisce Vespa, l'Italia non viene battuta da nessuno.
 
Ore 12.27 - Dopo una battuta calcistica, a Confalonieri viene chiesto dove vogliono arrivare con i loro business all'estero e lui risponde che "lo shopping spagnolo lo facciamo quando c'è occasione". Viene citato un rapporto dell'Economist sullo stato dei media che dimostra la vitalità della televisione che ha sempre trovato il modo di adeguarsi alle evoluzioni tecnologiche e sociali. Un ultimo esempio è quello della campagna elettorale inglese gestita in modo molto efficiente dalle tv del Regno Unito, fornendo una prova che questo è il mezzo di comunicazione su cui fare la comunicazione più importante.
 
Ore 12.32 - Sul tema Sky, Confalonieri ricorda le difficoltà nel fare pubblicità sulla loro piattaforma, su cui Mediaset richiede la reciprocità. Sulle possibilità di sviluppo, Confalonieri espone i parametri che si guardano per l'espansione, ovvero diffusione geografica, fornitura di contenuti e regolatory framework. La differenza sostanziale tra noi e Sky è il rispetto delle regole, che noi ci siamo dati anche sacrificando importanti profitti per l'accordo con FRT, non si può pretendere di aggiustare i paletti come si vuole. Vespa, visto che si parla di pay tv, chiede se ci sarà anche quella Rai, come conferma lo stesso Garimberti che fornirà dettagli sul tema non appena possibile.
 
Ore 12.33 - Arriva il viceministro Romani sul palco per la sua relazione conclusiva.
 
 
Ore 12.38 - Inizia il suo intervento ribadendo l'importanza di essere a Milano, città che ospiterà l'Expo nel 2015. Il digitale è come detto da molti è un'opportunità, su cui le regolamentazioni assumono importanza fondamentale. Sulle preoccupazioni espresse ieri e oggi dai vari relatori, possiamo garantire molta attenzione ai temi fondamentali, come quello della rete su cui era dedicato il decreto Romani, con l'uniformità del livestreaming, webcasting e video on demand indipendentemente dalla piattaforma. Tra quello che abbiamo fatto in questi anni ci sono almeno otto argomenti chiave: in primis la chiusura della procedura d'infrazione (legge Gasparri), il caso Europa 7, la decisione della Road Map digitale, il mondo televisivo diffidente del digitale, la non consapevolezza sull'obbligo comunitario di passare al digitale, mancava il Piano delle Frequenze, l'aggiornamento legislativo con regole certe e la convergenza multimediale non consapevole se non in ambiante digitale.
 
Ore 12.43 - Sul primo punto la chiusura della procedura d'infrazione abbiamo liberato e deciso di assegnare cinque frequenze digitali più una DVB-H, ma un operatore ha messo in crisi il meccanismo. E' Sky che ha chiesto di abbattare i commitments prima del tempo per poter essere considerato nuovo entrante e partecipare al beauty contest dove vincerebbero facilmente. "Allora ci siamo mossi con Almunia per prendere le parti di tutti gli operatori italiani contrari al provvedimento, anche di Europa 7 da sempre considerato nemico storico." Si cita il servizio di Ballarò contestato la settimana scorsa dallo stesso Romani e poi il viceministro assicura che Almunia provvederà a garantire equità nei provvedimenti da prendere.
 
Ore 12.46 - Sul caso Europa 7, il rischio di una multa multimilionaria si è risolto creando dal nulla un canale (l'8 in VHF) a loro assegnato da tempo e con cui ci siamo accordati per concludere un processo pericolosissimo. Sulla road map siamo già riusciti a pianificare il percorso di passaggio e stiamo pensando all'anticipazione delle regioni del 2012: su questo stiamo discutendo con le regioni e decideremo presto se concludere gli switch off entro il 31 dicembre 2011.
 
Ore 12.50 - Sul piano delle frequenze, l'ho analizzato tutto e l'ho trovato molto teorico, con poche attinenze con il territorio. Tanti sono già passati al digitale con i piani già sperimentati, quindi perché cambiare in modo così netto? Sto litigando con francesi, sloveni e altri confinanti per le interferenze. Ecco perché per ragionare in digitale bisogna vivere la situazione per raggiungere un unico obiettivo, non creare alcun danno ai cittadini permettendo di accedere sempre a tutta l'offerta loro riservata.
 
Ore 12.53 - Sullo stesso tema, nelle zone già digitalizzate, non abbiamo risultati incoraggianti, in particolare per i multiplex locali: per ogni mux il numero medio di canali possibili è di 6, mentre in queste regioni sui mux nazionali l'utilizzo è del 71%, che con le locali si abbassa notevolmente grazie al trucco di duplicare i canali all'infinito. Su questo vigileremo per garantire che lo spazio ci sia e sia per tutti, in maniera equa e rigorosa.
 
Ore 12.56 - Sullo spinoso caso della lista LCN, si cita la normativa vigente con la classificazione tematica per un ordinamento razionale. Il primo gruppo di canali rispecchierà la situazione già in essere, il problema chiave sta nei numeri 8 e 9. Fare 7 generaliste e due locali oppure risolverlo con 9 generaliste nazionali? Attualmente la lista è in consultazione pubblica, al cui termine il ministero darà un giudizio generale. Poi se entro una settimana dall'ok un canale non rispetta gli impegni presi, perderà l'autorizzazione a trasmettere sul quel canale.
 
Ore 13.01 - Sulla banda larga, il numero di linee già dotate è di oltre 12 milioni, ma è bene distinguire chi utilizza il fisso e il mobile, e chi per uso domestico o professionale. Le chiavette stanno diffondendosi sempre di più e alcuni lo utilizzano in totale sostituzione della connessione fissa, fornendo una serie di dati sulla situazione. Ritornando alla tv, il sistema sta progredendo in maniera costruttiva, segnale ne è la rinuncia allo switch over per una moltitudine di regioni quest'anno. Per continuare su questa strada serve la collaborazione di tutte le parti in gioco, che possano aiutare fattivamente lo sviluppo di questa nuova tecnologia.
 
Ore 13.02 - Ambrogetti si sostituisce a Bruno Vespa che è già andato via e dà appuntamento alla prossima conferenza, forse l'ultima.
 
Così vi salutiamo e vi diamo appuntamento ai prossimi approfondimenti per questa Conferenza Nazionale DGTVi, a cui sarà dedicato tra gli altri anche l'appuntamento di venerdì con il consueto Venerdìtoriale di Digital-Sat.
 
Giorgio Scorsone
e Simone Rossi

 

 
 

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