Cardani: ''Si arrivi a rinnovo concessione servizio pubblico con riforma''

News inserita da:

Fonte: Ansa / Adnkronos

T
Televisione
  martedì, 14 ottobre 2014
 20:02

Cardani: ''Si arrivi a rinnovo concessione servizio pubblico con riforma''La concessione per il servizio pubblico televisivo «va ricostruita attraverso una riforma. L'ultima risale al 1975 e molta acqua da allora è passata sotto i ponti». A dirlo è il presidente dell'Agcom, Angelo Marcello Cardani, intervenendo oggi al convegno «Rai: missione, indipendenza e governance». Elencando le sfide che si pongono all'orizzonte della Rai, dalla mission all'indipendenza e alla governance, «il servizio pubblico - aggiunge Cardani - è necessario, anzi serve sempre più servizio pubblico. Serve una legislatura chiara con un sistema altrettanto chiaro. La moltiplicazione dell'offerta televisiva non cambia la sostanza del problema. Anzi - prosegue - la tv gratuita pur essendo quella con il maggior indice di ascolto è considerata la meno affidabile. E questo rende ancor più importante il ruolo del servizio pubblico».

A oggi, pero', «l'assetto delle istituzioni che regola le attivita' della Rai - sottolinea ancora Cardani - è demandato a tre soggetti: ministero dello Sviluppo economico, commissione di Vigilanza e Agcom. Questo è il risultato di una legislazione che si è annodata su se stessa in anni e anni. Disboscare un intreccio di questo tipo potrebbe essere un bell'esercizio per i Parlamento». 

«Il servizio pubblico è necessario ed anzi serve sempre di più». Parte da questo presupposto il presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, Marcello Cardani. «La moltiplicazione dell'offerta della tv non cambia, la sostanza del problema pur restando la tv gratuita e il mezzo con il più alto indice di ascolto, è considerato il meno affidabile ed ecco perchè il servizio pubblico ora è ancora più importante». Ma il servizio pubblico ha di fronte a sè una sfida che è «quella della qualita' e quindi della collocazione dei programmi all'interno di un quadro importante per l Paese». Che significa «produzioni nazionali non esclusive ma nemmeno minoritarie, contenuti ancorati nella cultura e nella tradizione italiana (non ci sono più, per esempio, cose come le commedie di Gilberto Govi) e significa anche programmi che tengano conto di tutti i settori sensibili: non bisogna rischiare che siano attori o fruitori senza accesso al servizio pubblico come accade per certe disabilita'».

Ma per Cardani un il servizio pubblico porta con sè una parola chiave: l'indipendenza «garantita da nuove regole di governance idonee ad allentare l'influenza della politica» sulla Rai. Senza indipendenza, secondo il presidente dell'Agcom, «i media del servizio pubblico non riusciranno a mantenere la credibilita'». Infine, Cardani pone l'accento sulla tripartizione (Agcom, Ministero Sviluppo economico, Commissione Vigilanza Rai) frutto di una «legislazione che si è stratificata e avviluppata in anni e anni. Un intreccio che va disboscato e fare questo potrebbe proprio essere un bell'esercizio da parte del Parlamento: il concorso di competenze si traduce in sovrapposizioni»

Palinsesti TV